Esposizioni
2008 Realizzazione della copertina LP cover Black Corner, M16, Sandro Bocci.
2007 Collettiva di pittura presso l’associazione culturale Creative Corner, Firenze.
2007 Personale di Pittura presso la galleria F.Y.R., Firenze.
2007 Collettiva Mémoire d’Italie presso la Camera di Commercio Italiana di Marsiglia, Francia.
2007 Esposizione permanente presso la galleria Diario di Bordo,Montpellier, Francia.
2006 Esposizione permanente presso la galleria C30, Bologna.
2006 Esposizione permanente presso la galleria F.Y.R., Firenze.
2005 9 mini installazioni presso la galleria Elisabeth Gorska, Vienna.
2004 Mostra personale ed esposizione permanente presso Ken’s Art Gallery, Firenze.
2004 Mostra personale presso circolo culturale La Mandragora, Massa.
2004 Installazione Moltitudes & Solitudes con musica di Alessandro Bocci,per la collettiva WUK a cura di K-Forum, Vienna.
2004 Collettiva Suoni,Arti,Colori e…Ambiente presso Ambiente s.c.r.l ,Carrara .Catalogo Socetà Editrice Apuana.
2003 Installazione American Solution per la mostra collettiva Display a cura di K-Forum, Vienna.
2002 Collettiva all’Ex Filanda, Forno (MS).
1998 Personale di pittura al Terzo Livello Culturale, Massa.
1998 Personale di pittura e installazione sonora al Newroz, Pisa.
1997 Premio nazionale di pittura e grafica città di Parma.
1997 Biennale arte contemporanea Leonardo da Vinci, Capena, Roma.
1996 Murale e installazione su commissione della discoteca Jammin’ di Marina di Massa.
1996 Collettiva allo Slugbar, Londra.
1996 Scenografia per il cortometraggio Lo Stato delle cose di Marcello Vai , Bologna.
1996 Regia/scenografia per il cortometraggio L’Amore a morte.
1995 Collettiva di pittura Le piume d’angelo, Modena.
1995 Premio nazionale di pittura e grafica città di Parma.

Emanuele Luschi nasce a Viareggio il 13 febbraio 1975. Vive e lavora tra Massa, Firenze e Bologna. Frequenta l'Accademia Di Belle Arti di Carrara che abbandona nel 1997. Dopo la pittura prettamente figurativa, inizia a lavorare con immagini fotografiche stampate su tela, disfacendone la struttura originale tramite graffi e colature. Figure quasi sospese, ora meditative, ora abbandonate sullo sfondo, a mettere di nuovo in gioco l'immagine proposta allo spettatore. L'evoluzione che a tutt’oggi è derivata, ha portato ad opere che si presentano come arcipelaghi di colore, dove la figura umana è ancora presente ed essenziale. Fogli vengono colorati per delineare uno spazio dove lo strappo e la rottura sono sintomatici dell'esistenza contemporanea. Pornografia ecumenica.
Il suo lavoro è poligenico, riuscendo a passare con assoluta disinvoltura dalla pittura (che non è mai semplice a se stessa) alla creazione di oggetti utilizzando elementi imprevedibili: dischi, pezzi di vetro, stoffe, parti di bambole, statuine del presepio, assorbenti igienici, condutture idrauliche, ect. Non solo è evidente la maestria con cui l'artista è capace di plasmare i materiali più differenti rendendoli più morbidi e viscidi ad un occhio rapito e sedotto, ma è, in altro modo, evidente come le sue creazioni siano permeate da una pornografia del colore, dovuta alla mescolanza e rindondanza di vernici tale che la materia è piegata e piagata.
Quadri, cartoline, specchi, scrigni, ferma libri, candelabri, posaceneri sono pervasi da una vitalità funerea, da una sacralità oscena, da una lucentezza misteriosofica. Le opere di Emanuele non sono oggetti d'arte, prodotti ultimi di una vena artistica, ma sono oggetti sacramentali; dotati di una misteriosità a cui non sia più abituati dopo le sconcezze impudiche della nostra religione patriarcale.
Culto dell'arte o arte del culto?
Sicuramente l'artista riesce nell'intento, divenuto ormai sovrumano, di riportare l'attività artistica al suo topos primordiale quello della celebrazione e delle parentesi. L'arte non è quotidianità, non è sicuramente quiescenza ma sapere elitario olistico e privilegiato. L'utente deve essere cosciente di trovarsi di fronte ad opere che non si mostrano: religiose per l'appunto.